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teatro | Quartucci/Tatò, les neiges d'antan e una breve riflessione su Benjamin
Alcune considerazioni sul lavoro che Carlo Quartucci e Carla Tatò porteranno avanti, tra Roma e Torino, nei prossimi due anni invitano a una riflessione sul teatro di contraddizione e sugli strumenti critici atti a indagarlo. Di Gigi Livio
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Nel rimpianto di Villon per le nevi d'una volta non c'è solo l'angoscia per il tempo che passa, ma anche la nostalgia di una genuinità ormai perduta. Il teatro di contraddizione conosceva proprio questo sentimento della genuinità; oggi spetta a pochi continuare su quella strada. Ma per comprendere ciò che succede è necessario affinare gli strumenti critici, anche sulla scorta di una meditazione su certe posizioni di Benjamin oggi non più frequentabili senza dubbi e conseguenti messe a punto. |
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